lunedì 12 settembre 2011

Deserto? Quale deserto?



Nel post precedente si è detto che, se è posibile portare un giorno di pace e non-violenza (il 21 settembre) in un paese come l'Afghanistan (ed è già stato fatto), allora è possibile farlo ovunque e che se è possibile creare pace per un giorno all'anno in tutto il mondo (ed è possibile), allora è possibile anche farlo per tutti i restanti giorni dell'anno.

Il video qui sopra (sottotitolato in italiano) parla di un caso esemplare di permacultura in pieno deserto. Anche se il video parla di agricoltura, anzichè non-violenza, il concetto rimane identico: se è possibile coltivare il deserto in modo sostenibile (e con risultati persino molto migliori rispetto alle tecniche industriali ad alto impatto ambientale), allora è possibile farlo ovunque. In altri termini: non abbiamo scuse. A dircelo sono i fatti.

Fatti, non semplici teorie o buoni propositi per il futuro. Eppure anche i fatti possono non bastare a cambiare le cose, se nessuno (o quasi) li conosce. Serve un mondo dell'informazione meno asservito ai grandi poteri economici, ma soprattutto meno pigro, banale e sciatto. In mancanza di quella serietà giornalistica anche il passaparola va benissimo. Il semplice passaparola può far miracoli. Per chi si vuole informare, infatti, sarà chiaro che un altro mondo è veramente possibile. Sarà chiaro che un altro mondo è conveniente e necessario. Per chi si vuole informare,è chiaro che un altro mondo è già tra noi e convive con quello, assai meno attraente, che noi tutti conosciamo e di cui quasi tutti si lamentano. E' ora di cambiare, quindi...

...buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda.

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