lunedì 19 giugno 2017

Decalogo per guarire il pianeta

Di Jaqen (Niccolò Caranti)
  Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento
Quanto segue non è un post del vostro affezionato Panda, ma un articolo strepitosamente chiaro e bello del mitico Mario Tozzi. Ve lo ripropongo tale e quale a come è apparso in data 19/06/2017 sul sito de "La Stampa" (qui l'originale). Non ho toccato neppure la formattazione del testo.

L'articolo, come del resto anche la foto del buon Tozzi qui a fianco, sono rilasciati dai rispettivi autori con licenza Creative Commons. Per maggiori dettagli sui diritti riservati vi invito ad utilizzare gli specifici link riportati rispettivamente sotto la foto ed al termine dell'articolo sottostante.

Per qualcuno, forse, questo potrà sembrare un po' come "copiare". Per il vostro affezionato Panda è semplicemente dare visibilità a ciò che merita d'essere divulgato rispettando la volontà degli autori originali (e quindi aumentando giustamente anche la loro visibilità). Sono entrambi autori che non conosco ed il mio blog è un'insignificante gocciolina nel mare magnum del web, ma spero tanto che possa essere una gocciolina che possa portare la sua piccola utilità.


Buona lettura e buon futuro a tutti dal Panda

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Decalogo per guarire il pianeta


Se in un solo istante le attività produttive dei sapiens cessassero tutte insieme, ci vorrebbe ancora mezzo secolo perché la temperatura dell’atmosfera terrestre inizi di nuovo a scendere. L’inerzia del sistema è così grande che il surriscaldamento continuerebbe almeno fino ai 2°C in più paventati dagli scienziati. Eppure in nessun accordo internazionale sul clima si riesce a trovare la volontà di portare a zero le emissioni clima alteranti in meno di vent’anni. Come a dire chi vivrà vedrà. Perché? E, soprattutto, possiamo ancora fare qualcosa per contrastare il cambiamento climatico, visto che siamo l’ultima generazione in grado di farlo? 

I segnali del cambiamento climatico in atto sono ormai talmente numerosi e potenti (siccità e incendi rientrano fra questi) che risultano ormai patetici i tentativi di addossarli ad altre cause. Prendiamo atto che il cambiamento c’è e che dipende dalle sostanze clima alteranti emesse dalle attività produttive dei sapiens. E che le conseguenze sono già preoccupanti per il benessere degli uomini. A questo punto sono possibili tre livelli di azione, quello internazionale, quello industriale e quello personale. Partiamo dal primo per constatare che un accordo su base volontaria e senza monitoraggio da organismi terzi non è certamente una soluzione. 

I Paesi industrializzati dovrebbero annunciare con chiarezza di voler azzerare le loro emissioni in meno di dieci anni e dichiarare quanti finanziamenti metteranno a disposizione per combattere il cambiamento climatico. Se mancano questi impegni è impossibile passare dalle parole ai fatti. E questi impegni mancano. 

Forse solo il protocollo di Kyoto (1997) ha segnato una svolta, imponendo la fine della deregulation selvaggia, sensibilizzando un’opinione pubblica ancora incredula e facendo partire un’economia «verde» legata alla riconversione ecologica. Kyoto non significava molto in termini di impatti: una riduzione solo del 6% delle emissioni, ma si riconosceva che i Paesi «effluenti» vanno aiutati da chi per secoli ha depredato il pianeta inquinandolo e oggi scopre, guarda un po’, che anche gli altri vorrebbero svilupparsi. Peraltro è ormai ampiamente dimostrato che il non fare nulla per opporsi al deterioramento climatico ha costi insostenibili: i danni derivati ammontano già al valore totale di tutto ciò che l’umanità produce in un anno.  

Molte corporation (il secondo livello di intervento) hanno compreso che risparmiare sui combustibili fossili è ormai più conveniente che acquistarli. Du Pont ha aumentato la sua produttività del 30% negli ultimi anni riducendo del 7% il consumo di energia e del 72 % (!) le emissioni di gas-serra, mentre Ibm e Bayer hanno risparmiato oltre due miliardi di dollari abbassando le emissioni del 60%. L’Università di Tor Vergata computa a 22 miliardi di euro i costi economici, sanitari e sociali del cambiamento climatico (1,3% del pil). Oggi il volume d’affari attorno alle tecnologie pulite per produrre energia è più che raddoppiato rispetto al 2008 e la Cina vende, da sola, tecnologie di questo tipo per circa decine di miliardi di euro (le clean technologies cinesi rappresentano oggi l’1,7% del pil nazionale: in Europa solo lo 0,4). 

Il terzo livello di azione è quello personale, non solo per non coltivare sensi di colpa verso i nostri figli. Possiamo scegliere di modificare progressivamente le nostre abitudini, invece che subirlo per trauma, magari partendo da come ci spostiamo: abbandonare una volta a settimana la vettura privata può avere un impatto significativo, se lo facciamo tutti quanti. Mangiare meno carne, soprattutto se viene da lontano, ha ancora più senso visto che l’allevamento intensivo è la più grande causa di alterazione antropica del clima, più del traffico. Coibentare meglio le nostre abitazioni e dotarci di una quota parte di energia per via rinnovabile (gli inquinamenti domestici sono circa un terzo di quelli globali). Eliminare sprechi e usi insostenibili delle risorse. 

Ma nessuna di queste pratiche si mette in opera. E non riuscendo più a frenare l’anidride carbonica in uscita, i sapiens cercano già di «sequestrarla» successivamente, re-iniettandola nei pozzi di idrocarburi già esauriti o confinandola nelle profondità oceaniche. Questo tipo di operazioni, però, ha esiti incerti e soprattutto induce a pensare che la battaglia per contrastare le cause sia perduta e si debba ormai agire solo sugli effetti del cambiamento climatico. Così si parte battuti. 

Licenza Creative Commons 
Alcuni diritti riservati.

mercoledì 24 maggio 2017

Jacque Fresco - La storia dei cambiamenti



Purtroppo il 18 maggio 2017, a quasi 100 anni d'età, si è spento Jacque Fresco, padre del The Venus Project e probabilmente il più noto sostenitore dell'Economia Basata sulle Risorse.

Questo video serve a ricordarlo mostrando le idee per cui si è battuto per gran parte della sua vita.

Per chi non fosse pratico di YouTube e non vedesse i sottotitoli, nessun problema: per vederli basta cliccare sul tasto a forma di "ruota dentata" in basso a destra (che appare subito dopo aver lanciato il filmato). Poi basta selezionare i sottotitoli in italiano (vedi immagini sottostante).



Buona visione e buon futuro a tutti.


lunedì 22 maggio 2017

HUMAN

Perché pubblicare integralmente un film uscito ormai due anni fa?

I motivi sono tanti:

1) Perché è stupendo e meriterà d'essere visto anche fra 1.000 anni.

2) Perché (una volta tanto) è legale condividerlo (e il vostro affezionato Panda è felicissimo di poterlo condividere con voi tutti).

3) Perché oggi più che mai c'è bisogno di opere d'arte come questa che aiutino a far riflettere sul nostro ed altrui destino senza gonfiare paure e pregiudizi.

4) Perché ignorare la bellezza e la bontà è un sacrilegio peggiore della cattiveria.

5) Per tanti altri motivi, ma più d'ogni altra cosa, per ricordarsi cosa vuol dire veramente la parola "UMANO": per riappropriarsi e rivendicare con coraggio e serenità la propria natura profonda; la natura di ciascuno di noi.











Il vostro affezionato Panda prima di salutarvi desidera ringraziare di cuore il regista Yann Arthus-Bertrand, il compositore israeliano Armand Amar (che ha composto la colonna sonora dl film), le due fondazioni no profit che l'hanno finanziato (la Bettencourt Schueller e la GoodPlanet ), Google (che ha reso il film accessibile su YouTube sottotitolato in varie lingue) e tutti coloro che in qualsiasi modo hanno contribuito a realizzare questo meraviglioso documentario.

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento:

CONTATTI :
Yann Arthus-Bertrand: Yann2@yab.fr
Responsabile del progetto HUMAN: jessica@human-themovie.org
Distribuzione ed eventi internazionali: lara@human-themovie.org
Distribuzione ed eventi in Francia: event@human-themovie.org

Il sito ufficiale di HUMAN : http://www.human-themovie.org
Per scoprire gli altri contenuti di HUMAN visita http://g.co/humanthemovie
Condividi le tue impressioni sui social network con l'hashtag #WhatMakesUsHUMAN
Wikipedia: Human (film)

Tutte le emissioni di gas serra legate alla realizzazione di questo film sono state compensate attraverso il programma ACTION CARBONE della GOODPLANET FOUNDATION http://www.goodplanet.org/action-carb...


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

martedì 9 maggio 2017

Elon Musk a TED: 40 minuti parecchio interessanti

Il vostro affezionato Panda ha sempre cercato di proporre video che fossero in italiano oppure sottotitolati in italiano, ma questa volta farà un'eccezione. Il video qui sotto è troppo interessante per attendere che qualcuno traduca i sottotitoli in italiano. Inoltre, data la velocità con cui stanno verificandosi alcuni drastici cambiamenti, attendere una traduzione rischierebbe di rendere "storico" anziché "futuristico" il video in questione.



Se state pensando che certe tempistiche esibite da Elon Musk siano completamente irrealistiche e che certi cambiamenti siano più propaganda finanziaria che possibilità concrete, allora ecco per voi un altro video in lingua inglese che parla di tutt'altro, ma che da l'idea di quanto veloci possano essere alcuni cambiamenti "tecnologici". Il video che segue parla infatti del dramma dei lavoratori cinesi sempre più spesso sostituiti, nelle catene di montaggio in Cina, da dei robot. Non un rischio per un lontano futuro, ma un trend già in corso.



I cambiamenti tecnologici dell'ultimo decennio sono di tale portata e rapidità che la maggior parte della gente semplicemente non è stata in grado di aggiornare il proprio bagaglio culturale ed immaginario alla realtà che ci si prospetta nel prossimo decennio. Una realtà,quest'ultima, che si preannuncia ancora più turbolenta e spiazzante di quella attuale (quiqui e qui un altro piccolo esempio di trend dalle implicazioni sempre più profonde).

Chi più chi meno, ognuno di noi, probabilmente, è restato aggrappato a stereotipi che rischiano d'essere spazzati via con una furia e rapidità inusuale rispetto a quanto accaduto nei decenni precedenti.

Non si tratta di essere tecno-ottimisti oppure tecno-pessimisti. Si tratta di vedere come interagiscono fra loro tecnologia, finanza, comunicazione ed economia reale all'interno dell'attuale paradigma economico, per tentare di trarne qualche ispirazione su come potrebbe essere il prossimo futuro.

Che altro aggiungere?

Ovviamente una cosa soltanto...

...Buon futuro a tutti dal Panda!

P.S. - A proposito di novità incalzanti e difficoltà a tenervi il passo, restando in tema di "Elon Musk", ecco due nuove imprese non messe in luce dal TED Talk sopra riportato:

       - Neuralink
       - Redwood Materials

Ciao!



mercoledì 29 marzo 2017

Consigli pratici su come comportarsi alla morte del mondo

Consigli pratici su come comportarsi alla morte del mondo
di Anne Herbert

(Tradotto in modo MOLTO dilettantistico dal vostro affezionato Panda: qui la versione in inglese)

A volte arriva in un sogno, e, a volte, in un altro titolo di giornale. E poi si sa. Con le proprie cellule ed il passato ed il futuro, si sa. È finita. Stiamo uccidendo tutto e presto tutto sarà morto. Siamo qui per la morte del mondo - assassini, testimoni e coloro che moriranno. Quindi come vivremo?

PROBABILMENTE E' BENE DIRE LA VERITÀ il più possibile. Verità generalmente apprezzata dai pazienti terminali e noi tutti lo siamo.

E' bene evitare attività scadenti. State facendo alcune delle ultime cose fatte da degli esseri su questo pianeta. Generosità e bellezza ed essenzialità potrebbero essere buoni modi per procedere. Evitate ciò che è un po' egocentrico. Tenete a mente che stiamo sostituendo gli antenati, tra cui le persone che hanno vissuto diecimila anni fa ed anche i pesci. Potrebbe essere meglio fare attività che farebbero sentire qualche antenato onorato d'aver contribuito a condurci qui. Tacita dichiarazione per i predecessori:
Beh, sì, abbiamo fatto esplodere la grande cosa uccidendo noi stessi. Ho cercato di onorarvi quanto ho potuto in quel contesto facendo quanto segue:  
_______________________________________________________________

TRASFORMATE IL PROPRIO ATTEGGIAMENTO DI CONTROLLO in qualunque misura possibile. Il sistema vivente del pianeta viene efficacemente ucciso dalla consuetudine umana di gettarsi sul potere. Piacevole cercare di correggere profondamente ciò ad un punto che si può ritenere persino troppo tardi. Ad esempio, gli uomini comprendano e cambino profondamente riguardo al rapporto con le donne. I bianchi cambino profondamente nei rapporti con le persone di colore. Gli esseri umani cambiano profondamente in relazione con gli altri esseri sul pianeta. Ciò costituisce una nota di ringraziamento ed una nota di scuse verso l'intera storia del pianeta. Voglio dire che è stata piuttosto grande, tramonti, oceani, alcune opere d'arte, alcuni momenti tra le persone, profumi di fresche mattine. Dato che uccidiamo tutto per abitudini di dominio troppo grandi da fermare, possiamo ringraziare per i bei tempi e chiedere scusa cambiando in qualche modo profondo la nostra partecipazione alla roba del dominio. Fare questo tipo di cambiamento comporterà confusione, imbarazzo e la consapevolezza di attività ed atteggiamenti di cui non si era consapevoli. Fare questo tipo di cambiamento comporterà una maggiore vitalità per voi personalmente, una bella cosa da portare ad un pianeta morente. Essere in profondo allineamento con particolari forme di vitalità pur venendo distrutti. Particolari specie, culture umane, stili di vita ora vengono brutalmente rimosse. Nella misura in cui noi tutti stiamo per morire molto presto, la cosa elegante da fare è di schierarsi con una delle forme di vita ed aiutarla ad essere sé stessa tanto a lungo ed intensamente quant'è possibile.

Respingere la sciattezza. Astenersi dal causare dolore altrui. Siamo tutti il bersaglio quindi indossa colori vivaci e balla con chi ami. L'innamoramento è sempre stato un po' troppo da applicare ad una sola persona. L'innamoramento è appropriato per questo momento, per amare tutte queste cose che siamo in procinto di lasciare.
Le rocce stanno guardando, e gli scoiattoli e le stelle e le persone stanche in strada. Se li amate, fateglielo sapere, con grazia e stravaganza non-invasiva. Preoccupati degli esseri che ti interessano in modi splendidi e sorprendenti. Colora fuori dalle righe. Pratica gentilezza casuale ed insensati atti di bellezza. Questa è la tua ultima possibilità.

Anne Herbert, vice caporedattore di CoEvolution Quarterly (adesso Whole Earth Review).

E' una scrittrice ed un'attivista del cambiamento sociale che vive a Berkeley, in California.

Stampato in Whole Review Terra, Spring 1995, pag. 88.

domenica 26 marzo 2017

Design tra tecnologia e biologia



Ancora una volta il vostro Panda non desidera aggiungere molto a quello che questo ennesimo video di TED già esprime egregiamente da solo. Mi limiterò a dire che le prospettive di design del prossimo futuro sembrano essere alquanto sorprendenti (al limite del disorientante).

Detto ciò non mi resta altro da fare che augurare...

...buona visione e buon futuro a tutti voi dal vostro affezionato Panda!

sabato 11 marzo 2017

Miliardi di ragioni per essere pacifisti

Esistono letteralmente miliardi di ottime ragioni per essere pacifisti. Persino se non si crede nella Pace. Miliardi di ragioni che non hanno nulla a che fare con ideali di fratellanza e civile convivenza. Hanno invece molto a che fare con euro e dollari in quantità assurdamente elevate. Il vostro affezionato Panda proverà a riassumere questi miliardi di ragioni ricordando (con i video qui sotto) un noto ed ancora irrisolto "caso" di "spesa bellica"... discutibile. Due video per ricordare come vengono spesi i soldi dei contribuenti (non solo italiani) in un periodo dove chi ha veramente bisogno d'aiuto si sente sempre ed invariabilmente rispondere "spiacente non ci sono i fondi necessari per...".

Parliamo di F-35.
Avendo già speso oltre un miliardo d'euro nel progetto e dovendone arrivare a spendere 10 nel giro di pochi anni, direi che vi siano validi motivi per parlarne e ri-parlarne.






Vabbé, qualcuno peserà, questi F-35 forse potrebbero essere una fregatura, ma magari si tratta di un'eccezione, di un caso isolato.

Penso sia una posizione plausibile, ma che andrebbe certamente verificata dal momento che lo Stato italiano spende 45.000 euro al minuto in armamenti. Che si creda nella Pace oppure no, per quel genere di "investimento" mi parrebbe logico pretendere un certo rigore in termini di risultati e prestazioni. Per una rapida ed interessante panoramica della questione il vostro Panda vi consiglia questo articolo.

Pacifisti oppure no, sono cose che è giusto sapere anche per valutare la credibilità di certe diffuse posizioni politiche in fatto di rigore della spesa pubblica oppure di cura stile "lacrime-e-sangue" per "sanare" i bilanci statali. Quando si parla di tagli al welfare è giusto anche sapere come vanno le cose fuori dalla spesa per lo stato sociale.


Buona visione e buon futuro (possibilmente pacifico) a tutti dal Panda

domenica 5 marzo 2017

Si fa presto a dire "Robot"






Un microscopico assaggio in appena 3 video di quello che sta accadendo nel vasto e multiforme mondo della robotica. Si possono intravedere incredibili opportunità e tremendi rischi.

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 2 marzo 2017

Una "vita" in gabbia?!



Pur non essendo un animalista, il vostro affezionato Panda, ha guardato questo eloquente video di CIWF con molto interesse. E si è posto una domanda in modo via via sempre più ossessivo e mutevole.

Quanto è diversa la condizione umana da quella delle galline all'interno delle "normali" logiche commerciali e monetaristiche attualmente accettate?

In altri termini: le condizioni di mercato che spingono miliardi di animali d'allevamento in condizioni miserevoli, cosa fanno anche agli esseri umani? Quegli stessi esseri umani che accettano, volenti o nolenti, una situazione del genere per le galline (di cui essi stessi mangiano le uova e le carni) quanta indifferenza conservano per i destini non meno atroci riserbati a tanti propri simili?

Quest'indifferenza di massa può essere spiegata unicamente con il caso?

Se l'attuale società ha ridotto cose apparentemente pacifiche come i pollai a quello che si vede nel video, come ha ridotto tutto il resto al di là del "velo" di ciò che l'attuale senso comune definisce unilateralmente "accettabile"? Chi può essere certo di non vivere, a suo modo, una vita in gabbia proprio come quelle galline che, nella loro intera esistenza, non hanno mai conosciuto un'alternativa a quella loro tristissima condizione? Siamo certi che sono solo le galline d'allevamento ad essere ammassate le une sulle altre a spingersi e beccarsi senza neppure sospettare il perché ultimo di questa loro mostruosa condizione?

Io temo che noi tutti sappiamo benissimo dare una risposta a tutte queste domande.

Ed ancor più temo la scrollatina di spalle che segue tali risposte per evitare di andare fino in fondo alla questione. Come se la cosa non avesse importanza o fosse un destino ineluttabile.

Come se non si potessero comprare uova da allevamento a terra in qualsiasi supermercato.

Buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda